Presentazione dell'ultimo libro di Pina Lupoi 8 Novembre 2011L'OTTO NOVEMBRE alle ore 17 nella sala convegni della Provincia di Reggio Calabria
Gaetano Marrari - Recensione di Pietro GalloGaetano Marrari maresciallo del campo di concentramento Ferramonti di Tarsia Recensione di Pietro Gallo Servendosi della mai abbastanza abusata metafora del viaggio, Pina Lupoi - che certamente molti amanti ed estimatori dei libri e dell’editoria calabrese già conoscono – quasi ci costringe ad una lunga meditazione sull’utopia della pace attraverso tre direttrici fondamentali del percorso umano, la storia, l’evocazione e la memoria.
Gaetano Marrari pagg.104 € 12.00
Questo lavoro ha accompagnato i miei ultimi viaggi, tra Reggio Calabria e Londra. In questo libro, attraverso la figura del maresciallo Gaetano Marrari, insignito della medaglia d’oro della Regione Calabria nell’85, riscopriamo la nostra appartenenza ad una Regione dove l’onore e il senso di civiltà sono ben oltre i rancori, le mafie e le persecuzioni razziali. Cristina Marrari, la figlia del maresciallo, comandante all’interno del campo di concentramento Ferramonti di Tarsia, con i suoi ricordi e le lettere indirizzate al padre da alcuni ebrei internati, riapre il sipario sul periodo della Seconda Guerra Mondiale.
Presentazione in anteprima dell'ultimo libro di Pina LupoiDomenica 28 Agosto 2011, a Camigliatello Silano, presentazione in anteprima dell'ultimo libro di Pina Lupoi “Gatano Marrari, Maresciallo del Campo di Concentramento Ferramonti di Tarsia” Istar Editrice Demetrio Guzzardi, rettore dell'Università Vivariensis e ideatore della Settimana Della Cultura Calabrese a Camigliatello Silano patrocinata del Comune di Spezzano della Sila, ha presentato a un numeroso pubblico la figlia del Maresciallo Marrari, Cristina, che nella prima parte del libro è messa in evidenza, attraverso i suoi ricordi al campo Ferramonti diTarsia.
Avanti e indietro Uno spaccato quasi cinematografico che parte dall'adolescenza dell'autrice in Aspromonte, con luoghi e persone che diventano vivi nel patrimonio sociale e spirituale del dopoguerra, fino al 1970, un periodo inquietante che segnò la famosa rivolta popolare a Reggio Calabria.
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